HEADER
Argomenti Correlati
BOX HOME DX
BANNER SUB NOTIZIA BANNER SUB NOTIZIA

DECRETO-LEGGE 14 dicembre 2018, n. 135 - Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione. (18G00163) (GU Serie Generale n.290 del 14-12-2018) (testo vigente su normattiva - testo multivigente)

BANNER SUB NOTIZIA

• 15 dicembre 2018 - Entra in vigore il DECRETO-LEGGE 14 dicembre 2018, n. 135 - Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione. (18G00163) (GU Serie Generale n.290 del 14-12-2018)
(DAL 1° GENNAIO 2019 IL SISTRI E' SOPPRESSO - News sicurambiente.it)

BANNER SUB NOTIZIA
Box pubbli1 home
BOX HOME CC
BOX HOME CC
SENTENZA
CORTE SUPREMA CASSAZIONE - TERZA SEZIONE PENALE, 13 APRILE 2012, N. 16990/2012
Gestione illecita di rifiuti - Articolo 259 del Dlgs 152/2006 - Sequestro a fini di confisca dei mezzi di trasporto - Esclusa l'nterpretazione in malam partem
RITENUTO IN FATTO

1. Con la impugnata ordinanza il Tribunale di Salerno a rigettato l'appello proposto da C.D. avverso 'ordinanza del G.I.P. del medesimo Tribunale in data 21.5.2011, con la quale era stata respinta la richiesta di restituzione di una pala gommata tipo...., nonché di una macchina operatrice semovente targata .... con cassone ribaltabile.
Il G.I.P. aveva respinto al richiesta di restituzione dei predetti mezzi meccanici in base al rilievo che non era intervenuta alcuna circostanza nuova tale da modificare il quadro Indiziario e che il vincolo doveva essere mantenuto, stante la confiscabilltà dei predetti mezzi.
Il Tribunale, nel rigettare i motivi di impugnazione avverso tale provvedimento, ha osservato che i mezzi meccanici erano in movimento ai momento degli accertamenti e che, pertanto, sussiste sia la necessità di evitare la reiterazione del reato, sia la suscettibilità di confisca degli stessi, in particolare, applicandosi ai fatti cui alla contestazione le disposizioni di cui all'art. 6 del D.L. n. 172/2008, convertito in L n. 210/2008, con la conseguente obbligatorietà del sequestro dei veicoli adoperati e della confisca in caso dì condanna.
2. Avverso l'ordinanza ha proposto ricorso il difensore dell'indagato, che la denuncia per violazione di legge e vizi di motivazione.
Con il primo mezzo di annullamento il ricorrente denuncia violazione dell'art. 321, comma 1, in relazione all'art. 125, comma 3, c.p.p. e vizi di motivazione dell'ordinanza.
Si denuncia carenza assoluta di motivazione in relazione alle argomentazioni con le quali era stata dedotta la impossibilità di reiterare il reato per essere stata restituita all'avente diritto la macchina trituratrice adoperata per i rifiuti. Gli strumenti meccanici dei quali è stata chiesta la restituzione non sono legati da un vincolo di pertinenzialità necessaria con il reato oggetto di indagine e sono normalmente utilizzati dall'indagato per lo svolgimento della sua attività di commercializzazione di materiali per l'edilizia.
Con il secondo mezzo di annullamento si denuncia l'errata applicazione dell'art. 6, comma 1 bis, del D.L. n. 172/2008, convertito in L. n. 210/2008 e dell'art. 321 c.p.p.
Con l'appello II Coppola aveva dedotto che l'art. 260 del D. Lgs. n. 152/2006, richiamato nell'imputazione provvisoria, non prevede espressamente la confìsca dei mezzo di trasporto dei rifiuti. Si contesta, poi, che i materiali di cui all'imputazione fossero qualificabili come rifiuti, in quanto si tratta di materiali ai quali sono applicabili le procedure semplificate di recupero, potendo rientrare tra quelli indicati nel DM 5.2.1998 e, pertanto, non più sottoposti al regime dei rifiuti. Per il loro trasporto non esiste più l'obbligo di compilazione del formulario di identificazione. Sul punto si osserva che l'identificazione dei rifiuti, in attesa di un futuro decreto interministeriale, era demandata dall'art. 184, comma 4,all'allegato D della parte quarta D. Lgs n. 152/2006, che a sua volta rinviava alla Direttiva del Ministro dell'Ambiente 9 aprile 2002, che adottava la classificazione europea. Il citato allegato, però, è stato abrogato dall'art. 39, comma 6, del D. Lgs n. 205/2010. Il trasporto effettuato dal C., pertanto, doveva ritenersi pienamente legittimo.
Si contesta, poi, l'applicabilità, nel caso in esame, dell'art. 6 del D.L. n. 172/2008, sanzionando la disposizione citata esclusivamente te attività di abbandono, scarico e deposito sul suolo o nel sottosuolo dei rifiuti. In ogni caso la pala gommata tipo .... non può essere qualificata veicolo ai sensi delie disposizioni citate.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è fondato nei limiti che di seguito vengono precisati
Le varie deduzioni del ricorrente in ordine alla insussistenza del reato oggetto di incolpazione provvisoria ed alla non confiscabilità dei veicoli adoperati per il trasporto dei rifiuti sono infondate.
Tra le varie ipotesi di reato previste dall'art. 6 del D.L. n. 172/2008, convertito in L. n. 210/2008 rientrano anche le attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, etc. di rifiuti senza le prescritte autorizzazioni, iscrizioni, comunicazioni prescritte dalla normativa vigente (comma 1 lett. d) e, quindi anche le attività dì trattamento di rifiuti il cui recupero può essere effettuato tramite le procedure semplificate.
Inoltre il comma 1-bis del citato art. 6 dispone che alla sentenza di condanna consegue la confisca del veicolo adoperato per il trasporto dei rifiuti.
Anche ai sensi dell'art. 259, comma 2 del D. Lgs n. 152/2006 deve essere obbligatoriamente disposta la confisca del mezzo adoperato per il trasporto dei rifiuti, da disporsi con la sentenza di condanna o con quella emessa ai sensi dell'art. 444 c.p.p., con riferimento alla fattispecie del trasporto illecito previsto dall'art. 256 del medesimo Testo Unico sull'Ambiente.
Quanto alla non classifìcabilità come rifiuti dei materiali di cui all'imputazione lo stesso ricorrente riconosce che non vi è stata una specifica analisi dei materiali sequestrati per accertare la categoria in base alla quale devono essere classificati come rifiuti.
Inoltre l'allegato D. del D. Lgs n. 152/2006 non è stato affatto abrogato dal D. Lgs n. 205/2010, ma solo sostituito dal corrispondente allegato D al medesimo Decreto legislativo ai sensi dell'art. 39, comma 5.
In base a detto allegato i materiali derivanti dalle operazioni di costruzione e demolizione sono qualificati rifiuti con il codice CER 17, come in precedenza.
E' stato, però precisato da questa Corte in ordine al sequestro finalizzato alla confisca del mezzo di trasporto dei rifiuti che è legittimo il sequestro preventivo dei mezzi utilizzati, con finalizzazione al provvedimento di confisca degli stessi, ma non degli ulteriori strumenti di lavoro (quali pale meccaniche ed escavatori) che non abbiano la qualità di mezzi di trasporto, non essendo consentita una interpretazione in "malam pattern" della previsione normativa che prevede l'obbligatorietà della confisca dei mezzi in caso di condanna per trasporto illecito di rifiuti, (sez. Ili, 8.4.2003 n. 23945, Bona vita ed altro, RV 225309)
Orbene, il Tribunale non ha esaminato i mezzi in sequestro sotto il citato profilo della necessaria distinzione tra veicoli adoperati per il trasporto dei rifiuti e gli ulteriori strumenti dì lavoro che non abbiano la qualità di mezzi di trasporto e dei quali non è consentita la confisca.
Un ulteriore riesame di merito della vicenda si palesa anche necessario ai fini della valutazione del pericolo di reiterazione del reato che costituisce affermazione meramente apodittica.
L'ordinanza deve essere, pertanto, annullata con rinvio al Tribunale per nuovo esame sui predetti punti.

P.Q.M.

Annulla l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Salerno. Così deciso il 13/04/2012.
BANNER HOME SX
FOOTER