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Quale futuro con l'idrogeno?
18 dicembre 2017
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Estratto dal Dossier pubblicato su U&C n. 10  - Novembre/Dicembre 2017"
L'idrogeno è uno degli elementi più diffusi sulla terra ed è il gas più leggero del nostro pianeta.
È presente nell'acqua e in tutti i composti organici e organismi viventi. Incolore e inodore, non è fonte di energia, ma un vettore energetico che potrebbe trasformare il futuro di molti settori e attività umane e potrebbe contribuire a rivoluzionare il sistema energetico mondiale, oggi ancora fortemente dipendente dai combustibili fossili.
Del resto questa opportunità di cambiamento sta diventando una vera e propria necessità, poiché si sta mettendo a serio rischio l’ecosistema terreste, con conseguenze disastrose anche sulla vita umana. Infatti, il cambiamento demografico globale sta già trasformando la società e l’economia. La crescita della popolazione e alcuni fenomeni migratori verso le città stanno prefigurando un futuro ormai non troppo lontano, dove si prevede che il 90% circa della crescita dei consumi sarà generato dalle popolazioni che vivranno nelle grandi città di diversi Paesi nel mondo. Con che qualità di vita, in termini di aria e ambiente?
La continua crescita della popolazione mondiale e la naturale aspirazione dei Paesi in via di sviluppo a raggiungere standard economici e di qualità della vita vicini a quelli dei Paesi industrializzati, determinano un’inarrestabile domanda di energia con conseguenze pesanti sulle emissioni di gas serra, prima fra tutte l’anidride carbonica.
Gestire tale domanda, tenendo sotto controllo questi gas a livelli accettabili per l’ambiente, anche per ridurre le conseguenze di repentini cambiamenti climatici nel medio termine, rappresenta la sfida tecnologica del XXI secolo.
Una sfida che può essere vinta con l’aumento dell’efficienza dei sistemi e una riduzione dei consumi di combustibili fossili, ma soprattutto con l’espansione dell’impiego di fonti a basso o nullo contenuto di carbonio, come l’idrogeno. Diverse iniziative hanno avviato una politica legislativa volta a favorire e diffondere l’uso dell’idrogeno, affermando che tra i fattori chiave per l'indipendenza energetica spicca la messa a punto di una tecnologia a celle combustibili a idrogeno, per immagazzinare energie rinnovabili e per creare griglie di energia intelligente per distribuire l'energia stessa. A livello europeo sono stati proposti ambiziosi obiettivi: entro il 2020 il 30% dell'elettricità e il 25% dell'energia globale dovranno essere prodotti mediante l’uso di fonti di energia rinnovabile, associandoli allo sviluppo di una tecnologia di immagazzinamento di energia tramite celle combustibili a idrogeno.
L’idrogeno - quindi - offrirebbe soluzioni in campo energetico con le quali si può ridurre o eliminare l’impatto inquinante. Basti pensare al fatto che nei processi in cui si impiega idrogeno come vettore di energia, il principale prodotto di reazione è l’acqua! L’idrogeno potrebbe pertanto svolgere un ruolo importante per il raggiungimento di quelli che devono essere gli obiettivi del prossimo futuro. Gli impieghi principali per l’idrogeno potrebbero essere quelli di fungere da combustibile per la generazione di energia elettrica e per il trasporto. Deve tuttavia essere ulteriormente migliorato il rendimento e abbassati i costi; per questo sono in corso di sperimentazione materiali e soluzioni innovative che potrebbero essere pronte nel giro di pochi anni.
Ma lo strumento principale il cui sviluppo condizionerà pesantemente la reale affermazione dell’idrogeno come vettore energetico pulito è senza dubbio la cella a combustibile.
Tuttavia i problemi maggiori che hanno frenato fino a oggi un utilizzo in campo energetico dell’idrogeno sono di carattere economico; infatti, da un confronto con le altre fonti fossili, l’idrogeno ha costi più elevati, e ciò ha determinato un ritardo nella sua diffusione. Inoltre, l’idrogeno è altamente esplosivo e pertanto necessita di specifiche e appropriate attrezzature e impianti per la sua produzione, distribuzione e uso. Un grande aiuto alla futura diffusione e uso dell’idrogeno arriverà certamente dalla normativa tecnica ISO e IEC, nonché da una nuova iniziativa di standardizzazione lanciata a livello europeo, con la costituzione del Comitato tecnico CEN/CENELEC TC/6 “Idrogeno”.
Il nuovo Comitato avrà il compito di sviluppare linee di standardizzazione inerenti i sistemi, i dispositivi e le connessioni per la produzione, lo stoccaggio, il trasporto e la distribuzione, la misurazione e l’uso dell’idrogeno da fonti di energia rinnovabili e da altre fonti. Lo scopo include tematiche trasversali come: la terminologia, la garanzia di origine, le interfacce, la gestione operativa, i problemi di sicurezza dell’idrogeno, la formazione e l’educazione. Inoltre, si occuperà di studiare norme tecniche di sicurezza (riguardanti perdite di gas e rischi associati, aree/zone di pericolo, competenze professionali e formazione) in collegamento con altri Comitati tecnici CEN; tratterà i criteri di valutazione per classificare l'origine "green" dell'idrogeno prodotto, nonché di reti di distribuzione, incluse quelle per la distribuzione di idrogeno come carburante per veicoli. Questi sono alcuni dei temi che il dossier intende affrontare, per allargare l’orizzonte futuro della normativa che deve essere sempre più uno strumento tecnico/scientifico a supporto della società.
Il dossier dedicato all’idrogeno vuole iniziare ad affrontare una tematica molto vasta e complessa e per diversi aspetti ancora sconosciuta; pertanto, non tratta in modo esaustivo il tema e per alcune questioni vi è l’impossibilità di fornire delle risposte o di fare chiarezza, ma certamente vuole contribuire a porre una giusta attenzione a questo settore molto promettente, che avrà una forte ricaduta nel campo della normativa tecnica nazionale e internazionale.
Buona lettura.
Fonte: UNI
Per Approfondire:
- "Dossier tratto da U&C n. 10 - novembre/dicembre 2017 "Quale futuro con l'idrogeno?"
- www.uni.com


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• Pubblicato in Gazzetta ufficiale italiana il DECRETO 22 maggio 2018 - Attuazione della direttiva n. 238 dell'8 maggio 2018, recante: «Disposizioni in materia di trasporto per ferrovia di merci pericolose di cui al RID, allegato II della direttiva 2008/68/CE relativa al trasporto interno di merci pericolose, recepita con il decreto legislativo 27 gennaio 2010 n. 35». (18A03937) (GU Serie Generale n.131 del 08-06-2018)

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• 13 giugno 2018 - entra in vigore il DECRETO 21 marzo 2018, n. 56 - Regolamento per l'attuazione dello schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell'impronta ambientale dei prodotti, denominato «Made Green in Italy», di cui all'articolo 21, comma 1, della legge 28 dicembre 2015, n. 221. (18G00078) (GU Serie Generale n.123 del 29-05-2018) (testo vigente su normattiva - testo multivigente)
• 23 maggio 2018 - Entra in vigore il DECRETO 22 maggio 2018 - Attuazione della direttiva n. 238 dell'8 maggio 2018, recante: «Disposizioni in materia di trasporto per ferrovia di merci pericolose di cui al RID, allegato II della direttiva 2008/68/CE relativa al trasporto interno di merci pericolose, recepita con il decreto legislativo 27 gennaio 2010 n. 35». (18A03937) (GU Serie Generale n.131 del 08-06-2018)

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