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Gestione delle risorse umane
9 gennaio 2018
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"Estratto dal Dossier pubblicato su U&C n. 1 - Gennaio 2018" La gestione delle risorse umane interessa a tutti. Non esiste lavoratore, non esiste datore di lavoro, non esiste organizzazione che non sia interessata alla gestione del capitale umano efficiente ed efficace. Forse non tutti sanno che la normazione offre numerosi strumenti di HR management.
Questo dossier vuole fornire una panoramica sul tema, dal livello più elevato a quello più specifico.
La lettura darà la possibilità di apprendere che il valore delle persone costituisce un elemento cardine nella gestione sostenibile e responsabile dell’impresa, prendendo ad esempio proprio l’UNI che, attraverso l’implementazione della linea guida UNI ISO 26000, ha costruito una mappa degli stakeholders che mette al centro di tutta l’organizzazione i collaboratori. In questo contesto sono di grande rilevanza le norme internazionali
pubblicate dall’ISO/TC 260 in materia di Human Governance, che forniscono delle linee guida per la ricerca di personale e la pianificazione della forza lavoro. L’organizzazione del lavoro va pensata come processo che, pur interessato a incrementare le revenues, deve lasciare spazio agli Human Factors, ovvero alla vocazione antropocentrica dell’ergonomia introdotta dalla norma ISO 26800 che descrive i concetti da applicare ai sistemi di lavoro nella progettazione e valutazione di compiti,
LA VISIONE UNI

Vogliamo pensare a UNI come a una grande piattaforma dove le risorse migliori del Paese,
attraverso un’ampia partecipazione, trovano
soluzioni a beneficio di tutti, quale sistema aperto di trasferimento di conoscenza e di diffusione di valori, per fare bene le cose ma anche per dare il buon esempio, con una forma di partecipazione dal basso per un nuovo modello democratico.
Nel futuro UNI dovrà sempre più garantire quel patto di sicurezza e di stabilità che consente di realizzare la sintesi delle soluzioni per tutti sulla base della pluralità dei problemi dei singoli.
L’obiettivo si raggiunge mettendo al centro le
persone di UNI e di tutti i suoi stakeholders, la
loro professionalità e il loro senso di appartenenza, in un’identità capace di stimolare e soddisfare le necessità della società, lungo tutto il processo della normazione, dall’innovazione all’applicazione,
passando dall’elaborazione, la diffusione e la
formazione.
Si continui l’azione di sviluppo e di innovazione, attraverso la positività delle relazioni collaborative, per un Ente oggi valutato quale settimo al mondo, secondo il ranking ISO.
attività, prodotti, strumenti, attrezzature, organizzazioni, servizi, facilities e ambienti. Ma la stessa UNI EN ISO 9001 riporta la “partecipazione attiva delle persone” tra i suoi 7 Principi base della gestione per la qualità, supportata dalle linee guida per il coinvolgimento e la competenza delle persone nei sistemi di gestione per la qualità (UNI ISO 10018), mentre grande attesa sta generando il progetto di norma internazionale sulla futura ISO 30401 sui sistemi di gestione della conoscenza, che si affianca alla serie delle norme europee UNI CEN/TS 16555 sulla gestione dell’innovazione, che tiene conto della collaborazione in tutte le sue forme (tra persone, team e organizzazioni) fino a comprendere il potenziale creativo di un’impresa. Anche l’Italia è stata capace di esprimere delle soluzioni per qualificare la funzione di HR Manager, quando UNI ha elaborato la UNI/PdR 17:2016 “Profili professionali della funzione Risorse Umane delle organizzazioni”, la prima pubblicazione normativa che definisce univocamente i requisiti relativi ai profili professionali della funzione delle Risorse Umane in azienda, sulla base dei criteri del quadro europeo delle qualifiche (EQF). Tale prassi di riferimento è ora in via di trasformazione in norma tecnica, tenendo in considerazione le diverse esperienze del mercato nazionale, come lo schema sviluppato dall’organismo di certificazione RINA. Le persone che operano all’interno di un’organizzazione sono dotate di conoscenza, capacità e competenza, in una visione che integra le professionalità tecniche acquisite con i cosiddetti soft skills che sono sempre più importanti nell’individuazione delle funzioni idonee a svolgere le mansioni richieste. In tale contesto sono interessanti i casi delle professioni ICT, individuate dalla norma UNI 11506, redatta a partire dal quadro europeo di riferimento delle competenze e dei relativi skill “eCompetence Framework (e-CF)”, che definisce un set di 40 competenze base. Tali competenze si possono spesso declinare all’interno delle professioni riconosciute da Ordini o Collegi, come descritto dal progetto Cert’ing sulla qualificazione volontaria della professione di ingegnere, per la quale è molto interessante lo sviluppo della cultura dell’integrità (etica) rappresentato dalla UNI/PdR 21, così come risultano importanti le capacità trasversali come quella di saper negoziare. Il dossier si conclude con un’esposizione delle teorie economiche, a partire da Adam Smith, uno dei primi economisti classici a introdurre il concetto di capitale umano, fino a riportare alcuni esempi di produzione cinematografica.
Se fino ad ora non eravate a conoscenza del fatto che la normazione dispone di così tanti strumenti a supporto della gestione delle risorse umane, adesso lo sapete: fatene buon so.
Fonte: UNI
Per Approfondire:
- www.uni.com
- "Gestione delle risorse umane"- Dossier tratto da U&C n. 1 - Gennaio 2018"







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