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Lavori elettrici in bassa tensione, nuova pubblicazione Inail
30 luglio 2018
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L'Inail informa che dopo il volume sui lavori elettrici in alta tensione, il team di ricercatori del Dipartimento innovazioni tecnologiche ha realizzato la pubblicazione “Lavori su impianti elettrici in bassa tensione”, con lo scopo di presentare le disposizioni legislative e normative, italiane ed europee, alle quali è necessario attenersi per lavorare in sicurezza sugli impianti elettrici. Nel lavoro sono contenuti richiami al decreto legislativo 81/2008, il Testo unico sulla salute e sicurezza del lavoro, alla norma CEI (Comitato elettrotecnico italiano) 11-27, IV edizione, e alla norma europea EN50110-1:2013. Il volume prende in esame molti aspetti legati allo svolgimento del lavoro: la classificazione dei sistemi elettrici, la valutazione del rischio, le procedure da seguire, la suddivisione di ruoli e responsabilità, i dispositivi di protezione individuale (Dpi) e la formazione.
La valutazione e il tipo di rischi nei lavori sotto tensione. Presupposto per qualsiasi tipo di operazione sugli impianti elettrici è la valutazione dei rischi, un’attività di analisi preventiva documentata, grazie alla quale il datore di lavoro individua le misure di prevenzione da adottare. Il documento deve contenere le procedure da seguire durante il lavoro e le precauzioni necessarie per garantire la sicurezza. Gli operatori sono generalmente soggetti a due tipi di rischio elettrico durante lo svolgimento delle loro attività sotto tensione: lo shock elettrico (folgorazione), dovuto al contatto con tensioni pericolose, e gli effetti dannosi legati all’arco elettrico, provocato da cortocircuito o da interruzione di circuiti con correnti circolanti elevate.
Le procedure, i ruoli e le responsabilità. Le misure di protezione dai rischi sono contenute nelle tre procedure di lavoro prese in esame, che regolano le attività fuori tensione, i lavori in prossimità di parti attive e quelli sotto tensione. Sono quattro, invece, le figure professionali tra le quali sono ripartite le responsabilità: il responsabile dell’impianto elettrico, quella incaricata della sua conduzione, la persona o l’unità responsabile della realizzazione del lavoro e quella preposta alla conduzione dell’attività lavorativa. Il responsabile dell’impianto elettrico pianifica e programma i lavori, mentre chi si occupa della conduzione dell’impianto è responsabile della sua sicurezza durante l’attività.
I dispositivi di protezione individuale contro i rischi. Per i lavori sotto tensione i dispositivi di protezione individuale contribuiscono a proteggere i lavoratori dai rischi di shock e di arco elettrico. Per far fronte a questi rischi è obbligatorio l’utilizzo di abbigliamento e attrezzature isolanti tra cui guanti e manicotti, elmetti e visiere, calzature, tappeti, tubi e coperte, tutti necessariamente realizzati a norma di legge.
La formazione secondo la norma CEI. Secondo le disposizioni normative, contenute nella norma CEI 11-27, IV edizione, in presenza di rischio elettrico, nessun lavoro deve essere eseguito da persone non formate, cioè: che non abbiano le conoscenze teoriche, le abilità esecutive e le capacità organizzative adeguate. In particolare, le norme individuano la figura del PES (persona esperta), che deve conoscere impianti e normativa di sicurezza, deve aver maturato esperienza lavorativa e deve possedere determinate caratteristiche tra cui attenzione, precisione ed equilibrio psicofisico. La formazione consiste in corsi professionali o multimediali, addestramenti, simulazioni e affiancamenti.
Fonte: Inail
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