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SORVEGLIANZA SANITARIA
Ultimo aggiornamento : 17 settembre 2013
Possiamo far risalire ai primi decenni del XX° secolo la normativa riguardante la sorveglianza sanitaria dei lavoratori: in particolare l'Art. 6 del Regio Decreto 14/04/1927, n° 530, stabiliva che nelle lavorazioni industriali, indicate in un apposito elenco, i lavoratori dovessero essere visitati da un medico competente prima della loro ammissione al lavoro per constatare se avessero i requisiti speciali di resistenza all'azione degli agenti nocivi alla cui influenza dovevano esporsi, e successivamente, a periodi da indicarsi nello stesso elenco, per constatare il loro stato di salute, e l'Art. 8 della Legge 26/04/1934, n° 653, prevedeva che i fanciulli e le donne minorenni non potessero essere adibiti al lavoro ove non risultasse, in base a certificato medico, che erano sani e adatti al lavoro.
La Legge 19/01/1955, n° 25, ha disciplianto l'apprendistato fino al 2011 e, oltre a fissare il limite di età non inferiore a 14 anni per l'accesso al lavoro, stabiliva l'obbligo delle visite preventive. L'articolo 4, in particolare, stabiliva che "l'assunzione dell'apprendista deveva essere preceduta da visita sanitaria per accertare che le sue condizioni fisiche ne consentivano l'occupazione nel lavoro per il quale deveva essere assunto". La legge 25/1955 è stata abrogata dal D.lgs. 14 settembre 2011, n. 167 (Testo unico dell'apprendistato).
Il D.P.R. 19/03/1956, n° 303, che ha costituito per oltre 35 anni il cardine della normativa sull'igiene del lavoro in Italia, all'articolo 33 stabiliva che nelle lavorazioni industriali che espongono all'azione di sostanze tossiche o infettanti o che risultino comunque nocive (che vengono elencate in una tabella allegata al Decreto), i lavoratori devono essere visitati da un medico competente: prima della loro ammissione al lavoro per constatare se essi abbiano i requisiti di idoneità al lavoro al quale sono destinati e successivamente, nei periodi indicati nella tabella, per constatare il loro stato di salute. Il DPR 303/56 è stato abrigato dal D.Lgs 81/08.
La Legge 17/10/1967, n° 977, Tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti, innalza a 15 anni l'età minima per l'avvio al lavoro, mentre mantiene i 14 anni compiuti per il lavoro in agricoltura e nei servizi familiari, sempre che compatibili con la tutela della salute e non comportanti trasgressione dell'obbligo scolastico. L'art. 8 della stessa legge prevede che i fanciulli e gli adolescenti possono essere adibiti al lavoro purchè siano riconosciuti idonei all'attività lavorativa cui saranno adibiti a seguito di esame medico. L'esito della visita medica deve essere comprovato da apposito certificato medico da allegare al libretto di lavoro.
Nel D. Lgs. 626/94 la sorveglianza sanitaria era prevista nel Capo IV; il decreto è stato abrogato dal D.Lgs. 81/08.
Nell'attuale ordinamento italiano la sorveglianza sanitaria è definita dalla lettera m) del comma 1 dell'articolo 2 del D.Lgs 81/08 come l'insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione all'ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle modalita' di svolgimento dell'attivita' lavorativa.
Ai sensi dell'articolo 41 del D.Lgs. 81/08 deve essere svolta dal medico competente ( medico in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali di cui all'articolo 38, che collabora, secondo quanto previsto all'articolo 29, comma 1, con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed e' nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti di cui al presente decreto ) nei casi previsti dalla normativa vigente, dalle indicazioni fornite dalla Commissione consultiva di cui all'articolo 6 e qualora il lavoratore ne faccia richiesta e la stessa sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi lavorativi. La lettera g) del comma 1 dell'articolo 18 del D.Lgs. 81/08 obbliga il datore di lavro ad inviare i lavoratori alla visita medica entro le scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria e richiedere al medico competente l'osservanza degli obblighi previsti a suo carico.
La sorveglianza sanitaria comprende:
- visita medica preventiva intesa a constatare l'assenza di controindicazioni al lavoro cui il lavoratore e' destinato al fine di valutare la sua idoneita' alla mansione specifica;
- visita medica periodica per controllare lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneita' alla mansione specifica. La periodicita' di tali accertamenti, qualora non prevista dalla relativa normativa, viene stabilita, di norma, in una volta l'anno. Tale periodicita' puo' assumere cadenza diversa, stabilita dal medico competente in funzione della valutazione del rischio. L'organo di vigilanza, con provvedimento motivato, puo' disporre contenuti e periodicita' della sorveglianza sanitaria differenti rispetto a quelli indicati dal medico competente;
- visita medica su richiesta del lavoratore, qualora sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi professionali o alle sue condizioni di salute, suscettibili di peggioramento a causa dell'attivita' lavorativa svolta, al fine di esprimere il giudizio di idoneita' alla mansione specifica;
- visita medica in occasione del cambio della mansione onde verificare l'idoneita' alla mansione specifica;
- visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro nei casi previsti dalla normativa vigente.
- visita medica preventiva in fase preassuntiva;
- visita medica precedente alla ripresa del lavoro, a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai sessanta giorni continuativi, al fine di verificare l'idoneita' alla mansione.
Le visite mediche, a cura e spese del datore di lavoro, comprendono gli esami clinici e biologici e indagini diagnostiche mirati al rischio ritenuti necessari dal medico competente; non possono essere effettuate per accertare casi di gravidanza e negli altri casi vietati dalla normativa vigente.
Il medico competente, sulla base delle risultanze delle visite mediche di cui al comma 2, esprime uno dei seguenti giudizi relativi alla mansione specifica:
a) idoneita';
b) idoneita' parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni
o limitazioni;
c) inidoneita' temporanea;
d) inidoneita' permanente.
Avverso i giudizi del medico competente, ivi compresi quelli formulati in fase preassuntiva, e' ammesso ricorso, entro trenta giorni dalla data di comunicazione del giudizio medesimo, all'organo di vigilanza territorialmente competente che dispone, dopo eventuali ulteriori accertamenti, la conferma, la modifica o la revoca del giudizio stesso


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