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TEMI > D.LGS 81/2008 > Index
VALUTAZIONE DEI RISCHI
La valutazione dei rischi è la base per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali.
Vi sono valide ragioni per questo: se il processo di valutazione dei rischi viene condotto in maniera inadeguata o se tale processo, che costituisce il punto di partenza dell’approccio alla gestione della salute e della sicurezza, non viene realizzato affatto, è poco probabile che siano individuate o messe in atto misure preventive appropriate.
La valutazione dei rischi è un processo dinamico, che consente alle aziende e alle organizzazioni di mettere a punto una politica proattiva di gestione dei rischi sul lavoro.
Per queste ragioni è fondamentale che ogni tipo di azienda, di qualsiasi dimensione, effettui regolarmente valutazioni dei rischi. Un'adeguata valutazione del rischio consiste, tra le altre cose, nell'assicurarsi che siano esaminati tutti rischi pertinenti, verificando l'efficienza delle misure di sicurezza adottate, documentando gli esiti della valutazione e provvedendo regolarmente a una revisione della valutazione per garantire che rimanga aggiornata.
La norma comunitaria più importante in materia di valutazione dei rischi è rappresentata dalla direttiva quadro 89/391/CEE che è stata recepita nell'ordinamento italiano dal D.Lgs. 626/94 poi abrogato e sostituito dal D.Lgs 81/2008.
L'articolo 2 del D.Lgs. 81/20208 definisce la "valutazione dei rischi" come una valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell'ambito dell'organizzazione in cui essi prestano la propria attivita', finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.
L'art.17 del D.Lgs 81/2008 stabilisce che datore di lavoro non può delegare questa attività e la conseguente elaborazione del documento di valutazione dei rischi.
L'articolo 29 prevede che il datore di lavoro deve effettuare la valutazione ed elabora il documento dei valutazione dei rischi (DVR), in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, nei casi di cui all'articolo 41 (quando è prevista la sorveglianza sanitaria) previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
La valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata, in occasione di modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessita'. A seguito di tale rielaborazione, le misure di prevenzione debbono essere aggiornate. I datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori possono effettuano la valutazione dei rischi di cui sulla base delle procedure standardizzate.
Secondo quanto stabilito dall'articolo 28 la valutazione deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'accordo europeo dell'8 ottobre 2004 (recepito dal dall'Accordo Iterconfederale Stress Lavoro-Correlato, 9 giugno 2008) e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all'eta', alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro e i rischi derivanti dal possibile rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nei cantieri temporanei o mobili interessati da attivita' di scavo.

Link utili:
- Infor.MO - strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortuni mortali al quale contribuiscono Inail, Regioni e Asl.


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