Con una nota del 6
maggio scorso la Commissione europea ha comunicato di essere in
procinto di inviare a nove Stati membri una diffida scritta per il
mancato rilascio delle autorizzazioni previste per gli impianti
industriali dalla direttiva sulla prevenzione e riduzione integrate
dell’inquinamento (direttiva IPPC). La direttiva intende prevenire e
limitare le emissioni industriali in atmosfera, nelle acque e nel
suolo. Gli Stati membri, informava la

commissione, dovevano rilasciare
le autorizzazioni nuove o rivedere ed eventualmente aggiornare quelle
esistenti entro il 30 ottobre 2007 per gli impianti industriali in
esercizio prima del 30 ottobre 1999.
Nel caso della
Bulgaria, dell’Estonia e della Slovenia, le autorizzazioni nuove o
gli aggiornamenti dovevano riguardare gli impianti industriali in
esercizio alla data di adesione all’UE.
Prima della scadenza la Commissione aveva
a più riprese ricordato a tutti gli Stati membri l’avvicinarsi della
data ultima per il rilascio delle autorizzazioni. Nel novembre del 2007
li aveva inoltre invitati a fornire dati sul numero complessivo di
impianti esistenti in funzione prima della data di
applicazione della direttiva e sul numero di autorizzazioni rilasciate
(nuove, riesaminate e aggiornate).
Dalle risposte
pervenute, comunicava la Commissione, si può rilevare che in nove Stati
membri (Belgio, Bulgaria, Estonia, Grecia, Italia, Paesi Bassi,
Portogallo, Slovenia e Spagna) il numero di impianti che non hanno
ancora ottenuto le autorizzazioni nuove o aggiornate è molto elevato:
nel complesso si tratta di oltre 9.000 impianti su un totale di 52.000
impianti interessati in tutta l’UE.
È evidente,
sottolineava la Commissione, che questi Stati membri non hanno
rispettato le disposizioni della direttiva e per questo la Commissione
ha deciso di procedere nei loro confronti.