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È con queste parole che si aprono le conclusioni del CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo) - organo consultivo della UE - in merito al parere chiesto dalla Commissione Europea sull'evoluzione del settore delle costruzioni in Europa e pubblicato recentemente sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Ed è da queste parole che si ha conferma del ruolo chiave che la normazione
tecnica potrà continuare a ricoprire, in piena sintonia con la filosofia del
Nuovo Approccio, nel dare attuazione ai principi fondamentali che saranno
definiti dalle Istituzioni, a livello sia nazionale sia comunitario.
Gli aspetti chiave affrontati nella raccomandazione del CESE, sempre con riferimento alla normazione tecnica, sono riconducibili a tre ambiti fondamentali, nei quali è ricorrente il richiamo alle norme tecniche quali "strumenti di lavoro": competitività, sostenibilità, semplificazione.
Per quanto concerne il tema della competitività,
si tratta di definire al più presto per regolamento procedure di gara uniformi,
che offrano ai committenti - e in particolare a quelli pubblici - una gamma
quanto più possibile ampia e chiara di strumenti contrattuali, tra i
quali scegliere quello che meglio risponde alle loro esigenze. In questo ambito
anche la garanzia della proprietà intellettuale è un aspetto ad oggi ancora in
parte sottovalutato ma in verità di grande importanza. Nel settore delle
costruzioni infatti tutte le opere sono prototipi: si dovrebbe pertanto "creare
una legislazione specifica a livello europeo in grado di proteggere le idee
tecniche nell'ambito delle procedure di gara, e di stabilire diritti a favore
dei partecipanti alle gare d'appalto".
La richiesta di determinate modifiche della regolamentazione non mira ad imporre
soluzioni precostituite, ma a permettere ai committenti di disporre di una serie
completa di strumenti da usare in funzione delle loro necessità.
La sostenibilità è l'altro grande tema che anima il settore: offrire ai professionisti della costruzione possibilità normative che consentano loro di fornire un importante contributo alla risoluzione delle sfide dello sviluppo sostenibile, grazie alla considerazione del costo globale, al ricorso al partenariato pubblico e privato di ogni dimensione e a finanziamenti basati sulle prestazioni attese, non può che essere un elemento di grande rilievo.
La costruzione deve inoltre svolgere un ruolo importante in tutte le azioni legate allo sviluppo sostenibile: in qualità di soggetto imprescindibile degli investimenti da effettuare nel quadro dello sviluppo sostenibile (alloggi, edilizia in generale, trasporti, produzione di energia ecc.), nonché adattando le proprie modalità di esecuzione, anche nel settore dei materiali, ai bisogni e alle esigenze dello sviluppo sostenibile.
L'ultimo aspetto di estrema rilevanza affrontati dalla raccomandazione del
CESE riguarda la semplificazione.
Ridurre gli obblighi amministrativi, limitando al massimo la regolamentazione e
le procedure, ma mantenendo al tempo stesso le condizioni di sicurezza e i
diritti e doveri dei contraenti; trasformare la legislazione sugli appalti
pubblici in un regolamento, in sostituzione delle direttive attuali, per
unificare realmente le procedure europee e garantire condizioni di concorrenza
uniformi e infine procedere a un'effettiva armonizzazione delle norme e delle
tecniche per eliminare le barriere tecniche nazionali e unificare il mercato
europeo sono i passaggi attraverso i quali può realizzarsi una utile
semplificazione del sistema.
Secondo i numeri raccolti dal CESE, quello delle costruzioni è uno dei settori trainanti dell'economia della Unione europea, rappresentando il 30,4% dell'occupazione industriale e producendo, secondo dati aggiornati al 2006, il 10,5% del PIL- Questo conferma quanto il settore sia essenziale per il futuro della crescita economica e per tutto il tessuto industriale della UE.
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